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Sono Emanuela Callieri: Vi racconto velocemente la mia storia.

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Nell’estate del 2015 sentivo un prurito sotto l’ascella sinistra, avevo pensato ad una banale allergia senza pormi troppe domande. Un giorno, oramai autunno, chiacchierando con una cliente del mio negozio vengo spronata a fare dei controlli più specifici al seno.

Mi reco in un poliambulatorio di Torino, qui mi dicono che la mammella sinistra è anomala e mi prenotano loro direttamente per l’ago aspirato. In pochi giorni mi viene detto di cercarmi un bravo chirurgo, perché l’esito è positivo ad un carcinoma. Prenoto una visita privata dal primario di oncologia dell’IRCC di Candiolo e porto anche l’esito della PET. Il Primario di Oncologia mi dice che è un bruttissimo tipo di tumore che fino a 10 anni prima non era curabile e che oltre al seno sinistro è coinvolto anche lo sterno. La tac conferma i sospetti del medico e mi viene diagnosticato un tumore HER2 positivo al IV stadio.

È stato uno shock, mi è crollato il mondo addosso. Con gli occhi lucidi ho chiesto alla commissione medica se non c’era più nulla da fare e la mia risposta al “sì, potremmo provare una terapia nuova” è stata: “Bene! Quando si comincia?”. Nonostante il trauma, ho iniziato la mia battaglia.

È gennaio del 2016, pochi giorni dopo aver messo il P.A.C comincio la chemio e fin da subito perdo capelli, sopracciglia e ciglia. La mia terapia chemiotica è forte: 8 cicli ogni 21 giorni; la massa tumorale si è ridotta e i buchi sullo sterno si sono chiusi. Data l’efficacia della cura, mi viene prescritta una cura di mantenimento. Sembra andare tutto per il meglio, che la possa quasi iniziare, quando nell’estate mi viene riscontrata acqua nei polmoni e il cuore ingrossato, pertanto il tutto viene sospeso e posticipato. Tempo un mese, e posso finalmente iniziare il mantenimento, che purtroppo però non arresta la malattia, e nel novembre mi trovo delle strane macchie sul seno sinistro. Mi viene quindi eseguita una biopsia, dalla quale risulta un tumore della pelle. Mi viene data una nuova terapia chemiotica, perché quella precedente era troppo forte e farne una seconda della stessa intensità sarebbe stato dannoso e pericoloso.

A fine 2016 il P.A.C., dal quale mi vengono somministrate le terapie, si infetta rendendone tempestivamente necessaria la rimozione, per evitare di aggiungere un nuovo problema.Siamo oramai a gennaio 2017, inizio nuovamente il ciclo chemiotico e questa volta per endovena; lo proseguo per un anno. A dicembre 2017, durante una tac di routine, vengono trovati dei noduli di rigenerazione nel fegato, i quali dovrebbero essere sottoposti a un ciclo chemiotico più forte che però non possono farmi per endovena, perché mi avrebbe bruciato le vene. Mi viene allora inserito un nuovo P.A.C.. Per 5 mesi porto avanti la cura, ma in forma ridotta, e da maggio 2018 mi sottopongo ad una terapia chemiotica e ad una molecolare in pastiglie.

Ad oggi sono felice che la nuova terapia stia mantenendo i parametri nella norma. Questo è stato il mio input per creare Fuoco Rosa.

OBIETTIVI

Lungo questo percorso ho avuto modo di conoscere sia persone forti, generose e reattive, capaci di trovare da sé uno scopo, sia persone più deboli, che hanno (avuto) bisogno di chiedere aiuto per affrontare e superare un momento della propria vita in cui, inevitabilmente, tutto cambia: il corpo cambia, la mente cambia, le persone vicine cambiano, la prospettiva e lo stile di vita cambiano.

Ecco pertanto quali sono i miei - e i nostri - obiettivi:

PRIMO AIUTO

Aiutare chi è malato a capire a chi e dove rivolgersi, e anche quali siano, sulla base della propria patologia, le strutture migliori - private e pubbliche - su tutto il territorio nazionale

INFORMAZIONE

Aumentare l'informazione sulla prevenzione

RACCOLTA FONDI

Raccogliere fondi da destinarsi all'acquisto di macchinari e nuove tecnologie all'avanguardia nelle regioni che non ne dispongono 

UN BLOG PER AIUTARE

Realizzare un blog in cui tutti possano condividere la propria esperienza e confrontarsi con gli altri

SUPPORTO FAMIGLIE

Aiutare sia chi è malato e sia chi non lo è, ma deve stare a contatto con questa condizione, ad approcciarsi alla malattia, sia da un punto di vista fisico e sia, soprattutto, psicologico

CULTURA

Realizzare dei salotti letterari aperti a tutti

Agite, fate del bene perchè morire non vi deve fare paura, ma di morire senza dare un significato alla vostra vita, Sì.

Aiutatemi ad aiutare, perché credo che il valore della vita non stia nella sua durata, ma in ciò che riesci a realizzare.

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IL TEAM FUOCO ROSA

Emanuela Callieri
Emanuela Callieri

Presidente

“Fuoco Rosa è per le persone, in quanto malata ho capito le mancanze che si vivono quotidianamente. So come potervi aiutare, aiutateci ad aiutare.”

Vittoria Barban
Vittoria Barban

Vicepresidente

“Non permettete mai a niente e nessuno di fermarvi. La malattia non è la fine dei giochi, ma un nuovo inizio. Vai avanti e non fermarti. Tu sei il guerriero, io sarò la tua spada e Fuoco Rosa la tua corazza. “

Pierluigi Fornero
Pierluigi Fornero

Segretario

“Saranno sempre le nostre azioni a dire chi siamo, non le parole. Aiutare è azione.”

Antonio Fornero
Antonio Fornero

Socio Fondatore

La vita ci mette davanti a tante prove. La nostra forza è riuscire a vincere la paura, prendere il coraggio a due mani e affrontare ogni giorno senza rimpianti. Fuoco rosa sarà il mio modo di diffondere coraggio.

Maria Rosa Maurino
Maria Rosa Maurino

Socio Fondatore

“Non siete soli. Non siamo soli. Fuoco rosa c’è.”

Nadine Garnier
Nadine Garnier

Socio Fondatore

“Non ci dobbiamo nascondere per la vergogna, tutti possediamo una forza incredibile che emerge quando la vita ci mette alla prova. Fuoco Rosa per me è questa Forza. “

Besso Domenica
Besso Domenica

Socio Fondatore

“Ho vissuto la malattia non da malata, ma da moglie e adesso da madre. So cosa si prova ad essere impotenti, voglio aiutare e con Fuoco Rosa Aiuterò.”

Nadia Novelli
Nadia Novelli

Fotografa Ufficiale Fuoco Rosa

“Con la macchina fotografica riesco a catturare la forza di questi combattenti. Fuoco Rosa è la mia missione”

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